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giovedì 3 dicembre 2015

Sua maestà la Quercia

La quercia simbolo di forza e di solidità, contatto magico tra il cielo e la terra e dimora prediletta di tanti animali. Una  pianta che può raggiungere notevoli dimensioni, conosciuta da molti anche come il cibo della foresta in quanto uccelli, scoiattoli, cinghiali, cervi e tanti altri animali si cibano delle sue ghiande. Nei tempi passati anche l'uomo si cibava dei frutti della quercia.
Nel nostro territorio crescono spontaneamente
e tra le tante varietà si distinguono quella da sughero, il leccio che abbonda in quasi tutti i boschi, la roverella e qualche altra che non conosco. 
Questa pianta maestosa sin dai tempi antichi era considerata sacra e su di essa tante sono le leggende  e le credenze che si tramandano da secoli, soprattutto i Druidi che adoravano questo albero ma anche i Greci e i Romani. Le querce sono alberi che crescono lentamente ma sono molto longeve e se sono isolate raggiungono notevoli dimensioni.
Ci sono colline intere ricoperte di querce in Sardegna e la maggior parte si sono diffuse grazie alla ghiandaia, un uccello che si nutre anche di insetti oltre che di ghiande, ma con queste preferisce fare provvista e le seppellisce per nasconderle effettuando così involontariamente una sorta di semina perché non tutte le ghiande vengono poi recuperate e mangiate e perciò quelle che rimangono danno poi origine ad altre piante di quercia in luoghi dove non sarebbero mai nate se non fosse stata la ghiandaia a portarle li. 
I nativi americani macinavano le ghiande per ricavarne la farina e anche in Sardegna gli anziani si ricordano che sino a circa 60 anni fa si continuava a fare un pane dal sapore asprigno.
Questo particolare alimento anche se amaro era l'unica base per sopravvivere nei periodi di carestia e nei ceti più poveri sostituiva tranquillamente il pane d'orzo e di frumento. Si ricordano anche che le ghiande dopo che venivano raccolte a giusta maturazione venivano prima liberate dalle bucce e poi cotte in una specie di lisciva fatta con la cenere che serviva per togliere un po l'amaro dalle ghiande, poi quando avevano raggiunto la consistenza della polenta venivano fatte le forme e lasciate essiccare al sole.
 Insieme alla cicoria, dopo previa tostatura, le ghiande venivano utilizzate anche come sostituto del caffè. Gli anziani sapevano bene come utilizzare al meglio ciò che la natura da sempre ci regala. Oggi noi cerchiamo di modificare il mondo e la natura credendo di trovare i rimedi che ci servono ma non ci rendiamo conto che la natura semplicemente ci da già tutto ciò che ci occorre, cerchiamo quindi di lasciarla "naturale" almeno per i nostri figli.
Ciao a tutti alla prossima.

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