Amazon

giovedì 27 agosto 2015

Frutti antichi ormai dimenticati

Sono frutti che madre natura ci mette sotto il naso, in ogni angolo di stradine di campagna, ma anche ai bordi di strade provinciali e che noi sistematicamente ignoriamo perché scomodi da mangiare e anche da raccogliere.


Il sorbo è una pianta che negli anni passati veniva utilizzata nei giardini non solo per la bontà dei suoi frutti ma anche per la straordinaria bellezza dei suoi fiori e del suo fogliame. Quando i frutti sono maturi le sorbe somigliano a delle piccole mele dal colore giallo-rosso con un profumo molto intenso. Un tempo venivano raccolte ancora acerbe e conservate nei solai sulla paglia fino alla completa maturazione.



Il pero selvatico è considerato la pianta da cui hanno avuto origine tutte le altre specie di pere. La generosa fioritura del pero selvatico è dopo il mandorlo il segno più evidente dell'arrivo della primavera. E un piccolo albero con rami spinosi su cui, dopo l'abbondante fioritura, crescono delle piccole pere che maturano intorno a Ottobre che in alcune zone i contadini ancora raccolgono. In passato molte di queste piante venivano innestate dai pastori dando vita così ad altre varietà di pere e i loro frutti avrebbero così dissetato loro e le loro greggi e ancora oggi noi ne cogliamo i frutti come queste che abbiamo raccolto ai margini delle strade durante le nostre escursioni in giro per la Sardegna.

Nasce spontaneamente nelle campagne, nelle colline, in mezzo alle rocce e anche sui tetti di qualche casa abbandonata. Il fico d'india si trova quasi dappertutto qua in Sardegna sopratutto nei terreni aridi e sassosi. In passato questa pianta  veniva utilizzata per creare delle bordure invalicabili tra un campo e l'altro e ancora oggi li troviamo al loro posto. La sua diffusione è opera degli uccelli che mangiando i frutti ne disperdono i semi. I frutti che cominciamo a maturare adesso vanno raccolti con le dovute precauzioni proteggendosi le mani perché hanno parecchie spine, vanno poi spazzolati e lavati bene  per levare via anche le spine più piccole. Si asciuga e si incide la buccia a metà e si apre per assaporarne la dolce polpa.






Il prugnolo selvatico in passato era più diffuso, oggi lo troviamo nei bordi delle stradine di campagna dove si sono salvati dall'agricoltura intensiva a cui tutto disturba e tutto distrugge. Quando in primavera fiorisce diventa una nuvoletta candida e profumata con tantissimi fiorellini. I suoi frutti che sono molto aciduli e aspri diventano dolci dopo le prime gelate. Nelle credenze popolari era considerato un albero magico capace di allontanare le negatività e veniva quindi piantato davanti alle case. Dai suoi rami si costruivano anche le bacchette per la divinazione così come si fa con quelle del nocciolo e dell' olivo selvatico. Tutte credenze popolari ma io rimango del parere che nelle leggende c'è sempre un fondo di verità.

Il rovo cresce spontaneamente in gran parte del territorio sardo, si diffonde facilmente ai margini dei campi e dei boschi e diventa facilmente infestante se non viene controllato. Le more selvatiche sono i frutti del rovo che si possono raccogliere ai bordi di molte strade facendo attenzione alla tantissime spine, ma non c'è rosa senza spine e la bontà di questi piccoli frutti vale sicuramente qualche graffio. Nonostante sia un frutto sottovalutato la mora selvatica oltre che squisita se raccolta a giusta maturazione è anche ricca di tante sostanze benefiche.

 Tanti altri sarebbero ancora i frutti di cui vorrei parlare come le giuggiole,i corbezzoli ecc... prossimamente lo farò. Quanti valori e quanti sapori di una volta stanno scomparendo, la frutta di oggi è più grande , più colorata, senza ammaccature. Se c'è l'uva senza semi, le pesche senza peluria, le fragole più grandi ma che all'interno hanno la polpa bianca invece che rossa e non si sa più quale sia il loro gusto è perché l'abbiamo voluto noi consumatori con le nostre scelte e tutto questo non solo a discapito del sapore ma anche e sopratutto dei valori nutritivi di un frutto che di naturale non  ha più niente. Sono tantissime ormai le varietà di frutta che sono scomparse dai campi e dalle nostre tavole. In un tempo non lontanissimo questi frutti erano preziosi perché garantivano un ottima riserva di cibo ed era gratuito. Oggi lo stile di vita è diverso e le abitudini alimentari sono condizionate dalle mode culinarie del momento, dal consumo di massa e anche da una scarsa conoscenza di quella che è la tradizione contadina, siamo ormai abituati a cercare frutti esotici proveniente da paesi lontani che paghiamo a caro prezzo. Questi frutti antichi e ormai dimenticati sono un patrimonio da proteggere per recuperare e salvare la biodiversità oppure un domani dovremo  raccontare ai nostri nipoti c'erano una volta...Ciao a tutti e alla prossima.
All'ombra di questa secolare pianta di pero selvatico c'è chi apprezza i frutti ormai dimenticati.

Nessun commento:

Posta un commento