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domenica 1 febbraio 2015

Il bianco fiore dell'orto

Come tutti i fiori anche lui ci mette un po' a sbocciare, si fa attendere ma poi quando emerge dal cuore rivela tutta la sua candida bellezza. Un ortaggio saporito e pieno di tante virtù che ripaga appieno tutto il lavoro svolto in precedenza.
 Per lui come per gli altri della sua famiglia( broccoli e verza) che dimorano qua il lavoro è lo stesso. Questi ortaggi non temono il freddo anzi sembra che ne esalti il loro sapore. Combattuta a suo tempo la terribile cavolaia con le giuste consociazioni dopo sono cresciuti belli rigogliosi senza tante attenzioni. Ha giovato alla loro crescita anche il fatto che il terreno avesse le giuste sostanze, infatti sapendo che i cavoli sono divoratori di azoto li sistemo dove in precedenza c'erano i fagioli, i fagiolini e i legumi in generale e mi pare che per adesso funziona bene. 

Il broccolo anche lui è un fiore di colore verde è molto "profumato". Rilascia il suo forte odore al momento del taglio e soprattutto durante la cottura, ha di bello a differenza degli altri cavoli che dopo il taglio del germoglio principale ne produce altri laterali un po' più piccoli ma ugualmente saporiti. La verza( o cavolo di Milano) si distingue molto dagli altri cavoli per le sue caratteristiche nervature in rilievo sulle foglie belle croccanti. 
La mia verza deve crescere ancora un po', tra i cavoli è l'ultima che raccolgo. Concimata a suo tempo, come gli altri della sua famiglia con il macerato di ortica e il compostaggio vegetale sta venendo su senza bisogno di altri interventi. Ortaggio molto versatile, si presta per la preparazione di un' infinità di ricette. Trasformata ad esempio in involtini, facendo prima sbollentare le foglie per poi riempirle di patate al vapore schiacciate insieme a qualche cappero e olive o anche ripiene di riso e tutto quello che la fantasia vi suggerisce. Quando faccio i lavori pesanti(capita spesso) e mi sforzo la schiena e l'ernia si fa sentire allora ricorro alla amica verza per avere un po' di sollievo. Sopra un panno applico due strati di foglie di verza dopo averle schiacciate con il mattarello(per fare uscire il succo). Poi le fisso nella zona lombare con la benda e le tengo su alcune ore( preferisco la notte che di giorno ho da fare). Spero di avervi fatto conoscere qualcosa di madre natura che ancora non sapevate, dopo tutto vi sto raccontando i "cavoli miei".

Ora vado a trasformare in qualche pietanza il raccolto di oggi. Vi saluto tutti e alla prossima. 













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